[362.] Lo senatore di Roma, vestito di brocarto con quella beretta, con quelle maniche, e ornamenti di pelle, co' quali va alle feste di Testaccio e Nagone, non ferì forse gli sguardi di Enea Silvio; ma il cittadino di Roma parla con ammirazione e compiacenza di una tal circostanza.

[363.] V. negli Statuti di Roma il Senatore e i tre Giudici (l. I, c. 3-14), i Conservatori (lib. I, cap. 15, 16, 17; l. III, c. 4), i Caporioni (lib. I, c. 18; l. III, c. 8), il Consiglio segreto (lib. III, cap. 2), il Consiglio comune (l. III, c. 3). Il titolo delle querele domestiche, delle disfide, e degli atti di violenza, ec., occupa molti capitoli (c. 14-40) del secondo libro.

[364.] Statuta almae urbis Romae auctoritate S. D. N. Gregorii XIII, Pont. Max. a senatu populoque Rom. reformata et edita Romae, 1580, in folio. I vecchi statuti cadendo in disuso, nè convenendo più per l'avvenire ai Romani, furono raccolti in cinque libri non pubblicati. Luca Peto, dotto giureconsulto e antiquario venne incaricato di esserne il Triboniano; per altro io m'augurerei il vecchio codice colla sua rozza corteccia di libertà e di barbarie.

[365.] Nel tempo ch'io stetti a Roma, e nel tempo parimente che vi soggiornò il sig. Grosley (Observ. sur l'Italie, t. II, p. 361), il Senatore di Roma era il sig. Bielke nobile svedese che aveva abbracciata la religione cattolica. Gli Statuti accennano anzichè determinare i diritti del Papa sulla elezione del Senatore e de' Conservatori.

[366.]

Sopra il monte Tarpeio, Canzon, vedrai

Un cavalier che Italia tutta onora

Pensoso più d'altrui che di sè stesso

Petr. Canz. Spirto gentil ec.

(Nota dell'Ed.).