[377.] Un Italiano uscito del suo paese, Gregorio Leti, ha pubblicata la Vita di Sisto V (Amsterd. 1721, 5 vol. in 12), opera circostanziata e dilettevole, ma non fatta per inspirare piena fiducia. Nondimeno quanto vi si legge sul carattere del Pontefice, e sui principali fatti di questa Storia trovasi confermato negli Annali dello Spondano e del Muratori (A. D. 1585-1590), e nella Storia contemporanea del grande De Thou. (l. LXXXII, c. 1, 2; l. LXXXIV, c. 10; l. C, c. 8).

[378.] I Ministri esteri, ad esempio della Nobiltà romana vollero avere questi luoghi privilegiati, quartieri, o franchigie. Giulio II avea abolito l'abominandum et detestandum franchitiarum hujus modi nomen; ma le franchigie ricomparvero ancora dopo Sisto V. Non so trovare ove fosse la giustizia, o la grandezza di Luigi XIV quando, nel 1687, spedì a Roma un ambasciatore (il Marchese di Lavardin) con mille ufiziali, guardie e servi armati per sostenere questo iniquo diritto e insultare Innocenzo XI in seno della sua Capitale. (Vita di Sisto V, t. III, p. 260-278; Muratori, Annali d'Italia, t. XV, p. 494-496, e Voltaire, Siècle de Louis XIV, t. II, c. 14, p. 58, 59).

[379.] Questo oltraggio diede origine ad un decreto scolpito in marmo e collocato in Campidoglio; decreto il di cui stile è di una semplicità nobile e repubblicana. Si quis, sive privatus, sive magistratum gerens, de collocanda vivo pontifici statua mentionem facere ausit, legitimo S. P. Q. R., decreto in perpetuum infamis et publicorum munerum expers esto M. D. X. C. mense Augusto (Vita di Sisto V, tom. III, p. 469). Credo che un tale decreto venga tuttavia osservato, nè dubito di affermare che dovrebbero mettere una simile proibizione tutti i principi meritevoli veramente di statua.

[380.] Le Storie della Chiesa, dell'Italia e della Cristianità mi hanno giovato a comporre questo capitolo. Nelle Vite originali de' Papi si scopre sovente lo stato della città e della Repubblica di Roma, e gli avvenimenti de' secoli XIV, XV trovansi registrati nelle rozze Cronache che ho esaminate accuratamente, e che ora, seguendo l'ordine dei tempi, indicherò ai leggitori.

1. Monaldeschi (Ludovici Boncomitis), Fragment. Annalium roman. (A. D. 1328), in Scriptores rerum italicarum del Muratori, t. XII, p. 525. N. B. La fiducia che può essere inspirata da questo fragmento, viene alquanto diminuita da una singolare interpolazione mediante cui l'Autore racconta la sua propria morte, accaduta quando compieva il centoquindicesimo anno.

2. Frammenta Historiae romanae (vulgo Thomas Fortifiocca, in romana Dialecto vulgari) A. D. 1327-1354, nel Muratori (Antiquit. med. aevi ital., t. III, p. 247-548), base autentica della Storia del Rienzi.

3. Delphini (Gentilis) Diarium romanum (A. D. 1370-1410) in Rerum italic., etc. t. III, part. II, p. 846.

4. Antonini (Petri), Diarium romanum (A. D. 1404-1417) t. XXIV, p. 969.

5. Petroni (Pauli) Miscell. historica romana (A. D. 1433-1446), t. XXIV, p. 1101.

6. Volaterrani (Jacob), Diarium rom. (A. D. 1472-1484), t. XXIII, p. 81.