[401.] V. il capitolo XXXI di quest'Opera.

[402.] Cap. XXXI, ivi.

[403.] Cap. XXXIX, ivi.

[404.] Cap. XLIII, ivi.

[405.] Cap. XXVIII, ivi.

[406.] Eodem tempore petit a Phocate principe templum, quod appellatur PANTEON, in qua fecit ecclesiam sanctae Mariae semper Virginis, et omnium Martyrum; in qua ecclesia princeps multa bona obtulit (Anastasius vel potius liber pontificialis in Bonifacio IV, Muratori, Script. rer. ital., t. III, part. I, p. 135). Secondo un autore anonimo citato dal Montfaucon, Agrippa avea consacrato il Pantheon a Cibele e a Nettuno. Bonifazio IV, alle calende di novembre, lo dedicò alla Vergine, quae est mater omnium Sanctorum (p. 297, 298).

[407.] Flaminio Vacca (V. Montfaucon, p. 155, 156, ed anche pag. 21, in fine della Roma antica del Nardini) e parecchi Romani, doctrina graves, andavano persuasi che i Goti avessero sotterrati in Roma i lor tesori, e prima poi di morire indicati i siti ove gli aveano ascosi, filiis nepotibusque. Lo stesso Vacca narra diversi aneddoti per provare che, ai suoi giorni, alcuni pellegrini, discendenti de' conquistatori goti, dai paesi di là dall'Alpi, venivano a Roma per iscavarne i dintorni, e portarsi via la loro eredità.

[408.] Omnia quae erant in oere ad ornatum civitatis deposuit: sed et ecclesiam B. Mariae ad Martyres quae de regulis aereis cooperta discooperuit (Anastas. in Vitalian., pag. 141). Questo Greco, vile al pari che sacrilego, non ebbe nè manco il miserabile pretesto di devastare un tempio pagano, perchè il Pantheon era già divenuto una Chiesa cattolica.

[409.] V. intorno alle spoglie di Ravenna la concessione originale di Papa Adriano I a Carlomagno (Cod. Carolin., epist. 67, nel Muratori, Script. ital., tom. III, part. II, pag. 223).

[410.] Citerò la testimonianza autentica del Poeta sassone (A. D. 887-899), De reb. gestis Car. M., l. V, 437-440, negli Historiens de France (t. V, p. 180).