Perfodisse domus trabibus, fecisse ruinas

Ignibus; incensas turres, obstructaque fumo

Lumina vicino, quo sit spoliata supellex.

[426.] Il Muratori (Dissertazioni sopra le Antichità Italiane, t. I, p. 427-431) ne fa sapere che venivano sovente adoperati sassi del peso di due o tre quintali; qualche volta persino di dodici, o diciotto cantari di Genova (ogni cantaro pesa cinquanta libbre).

[427.] La sesta legge de' Visconti abolì questa funesta usanza, prescrivendo severamente di conservare pro comuni utilitate le case de' cittadini messi in bando (Galvaneus, nel Muratori, Script. rer. ital., t. XII, p. 1041).

[428.] Tali cose scriveva il Petrarca al suo amico, che arrossendo e piangendo additavagli, maenia, lacerae specimen miserabile Romae, e annunziava l'intenzione di restaurarle (Carmina latina, lib. II, epist. Paulo Annibalensi, XII, p. 97, 98).

Nec te parva manet servatis fama ruinis

Quanta quod integrae fuit olim gloria Romae

Reliquiae testantur adhuc; quas longior aetas

Frangere non valuit, non vis aut ira cruenti