Conviene ancor seder un poco a mensa,
Perocchè il cibo rigido ch’ho preso,
Richiede ancora ajuto a sua dispensa.
LEZIONE SESTA.
Qual’è l’origine, la origine storica degli Esseni? Ecco l’oggetto delle nostre passate, delle nostre presenti ricerche. Noi movevamo, nella lezione passata, in traccia di questa origine; noi vedevamo il Salvador riporla nella invasione dei Siriaci, nelle emigrazioni specialmente che questa invasione cagionava tra gli Ebrei di Palestina. Noi domandavamo a noi stessi quanto si apponesse il Salvador così sentenziando, e la risposta fu tale, se ben ricordo, che male potrebbe il sistema del Salvador riaversi.—Mestieri è oggi proseguire nel divisato cammino; mestieri è pure, quelle qualunque opinioni che a spiegare l’origine degli Esseni furon proposte, chiamare egualmente a sindacato. Qual’è il sistema che noi dobbiamo oggi esaminare? Egli è un sistema che se l’ingegno, la fama, il sapere, fossero sempre infallibile criterio di verità, solo vero e legittimo sistema dovrebbe cotesto da ora bandirsi. Noi abbiamo dinanzi uomini cari a noi e onorandi per la fede comune, per servigj segnalatissimi ai buoni studj prestati; abbiamo tra i nostri l’illustre autore della Kabbale, il Frank; l’autore chiarissimo della Palestina, il Munk; e infine abbiamo tale che torreggia gigante fra tutti quanti gli si appropinquino, abbiamo un uomo che vale per mille, un uomo, (tollerate la riabilitazione di una frase) un uomo che si chiama Legione, abbiamo Vincenzo Gioberti.
Il Munk, il Frank, il Gioberti, ecco i grandi, i terribili avversarj che dobbiamo questa sera combattere. E che cosa, di grazia, dicono i tre chiarissimi uomini dalla origine degli Esseni? Tutti egualmente in una sentenza convengono, tutti in una origine consentono l’origine Greca, l’origine Alessandrina, l’origine Egiziana. Che cosa s’intende dire per questa origine da me con triplice nome designata? S’intende dire che gli Esseni o, per dir meglio, l’Essenato, ch’è quanto dire l’Istituzione, le Dottrine, il Genio degli Esseni, siano tutti provenuti da quella filosofia, da quella scuola, che parte greca, parte orientale, avea posto da lungo tempo suo seggio nella Metropoli dell’Egitto, nella erede di Atene, in Alessandria. Ecco che cosa vuol dire origine Alessandrina. E dove professano i tre insigni uomini rammemorati la opinione ch’io dico? La professa il Munk nella bell’opera che sulla Palestina dettava (a p. 519), laddove, dopo aver con succinte indicazioni degli Esseni trattato, conclude dicendo, molto andare la loro Istituzione debitrice agli istituti; alle scuole dei filosofi egiziani. Lo confermava poi in una nota alla pagina istessa ove a buon diritto redarguendo la teoria del Frank, ci dipinge gli Esseni quasi mediatori e sensali tra le dottrine in Egitto imperanti, e la ebraica ortodossia di Palestina. Noi avremo in avvenire occasione di noverare il Munk tra i più valenti propugnatori di non poche capitalissime verità riguardanti gli Esseni. Noi avremo luogo di tributargli largo, sincerissimo ossequio per essere stato animoso banditore di tre principj che crediamo nella Storia degli Esseni rilevantissimi, per aver apertamente insegnata la filiazione e quasi la identità degli Esseni col Farisato, per aver sanzionata l’antichità, la contemporaneità della teologia Cabbalistica, e sopratutto per avere tra questa teologia e la scuola degli Esseni dimostrate quelle intime, profondissime attinenze che sono, secondo me, uno dei pregj più esimj della scrittura del Munk. L’occhio della mente sua, sempre veggente,[20] travide queste attinenze, le notò, le insegnò; e i germi da esso deposti nella opera sua, debbono quando che sia larga messe fruttare di preziosissime conclusioni. Noi non saremo tra gli ultimi a secondarne il dettato, a riconoscerlo, a salutarlo qual possente alleato. Per ora, come dicemmo, nella questione presente della origine, èmmi forza trattarlo quale avversario. Io dissi che non è il solo, ma poderosi atleti accompagnarlo. Uno di essi è il Frank. E dove soscrisse il Frank alla origine in discorso? Nell’opera già ricordata della Kabbale. Egli, nella terza parte del suo libro, in quella cioè da esso alla comparazione dedicata tra la dottrina dei Cabbalisti ed i sistemi affini contemporanei, sembra inchinare assolutamente alla origine Alessandrina. Parlando degli Esseni e dei Terapeuti, egli dice apertissimo: l’une et l’autre (che è quanto dire Esseni e Terapeuti) l’une et l’autre étaient nées en Egypte. L’una e l’altra, sortito avere i natali in Egitto. Io vi dico forse cosa che vi stupirà. Voi udite quanto esplicito si pronunzj il Frank in favore della tesi avversaria, quanto deliberato consenta all’origine Egiziana. Eppure (stranissima anomalia!) egli sarà il Frank istesso, egli sarà lo stesso libro della Kabbale, e la stessa parte sarà del suo libro, e senza forse la pagine istessa, che i più forti, i più saldi argomenti ci forniranno ad infermare, a distruggere la teoria prediletta, la origine fantasticata. Io credo che gli argomenti perchè tratti dall’avversario nulla scapiteranno, se non invece immensamente più ratti e più infallibili ci meneranno allo scopo. Ma chi è il terzo, che sovra gli altri come aquila vola? Io dissi che è V. Gioberti.—E dove toccava il Gioberti della istituzione degli Esseni? Egli ne parlò nella Filosofia della Rivelazione; in una di quelle opere che la morte non concessegli di pubblicare, e che i postumi anatemi non valsero che a render più cara, più ricercata. In quest’opera della Filosofia della Rivelazione (a p. 181 dell’opera stessa), laddove prende colla sua usata grandiosità a trattare della pretesa missione unificatrice del Cristianesimo, e quindi (quali rappresentanze di due opposte idee) della presenza in Palestina della dualità Ebraica e Gentilesca, che dovevasi pel futuro Cristianesimo unificarsi, così il grande intelletto si esprimeva: «Presso i Giudei a’ tempi di G. C. vi eran due scuole. L’Alessandrina, filosofica, acroamatica, sottile; la Palestina, tradizionale, positiva. La prima esprimeva il genio Indopelasgico e Greco; l’altra, il genio Semitico.»
Voi l’udite, Gioberti sta risolutamente per la origine Alessandrina; imperocchè di null’altro egli può aver inteso colla sua scuola acroamatica e sottile, rappresentante il genio Greco o Indopelasgico, tranne della scuola della Consorteria degli Esseni.