| Pag. | |
| Prefazione | [iv] |
| Lezione Prima | [1] |
| Lezione Seconda | [10] |
| Lezione Terza | [19] |
| Lezione Quarta | [34] |
| Lezione Quinta | [45] |
| Lezione Sesta | [66] |
| Lezione Settima | [75] |
| Lezione Ottava | [101] |
| Lezione Nona | [119] |
| Lezione Decima | [137] |
| Lezione Decimaprima | [152] |
| Lezione Decimaseconda | [185] |
| Lezione Decimaterza | [203] |
| Lezione Decimaquarta | [236] |
| Lezione Decimaquinta | [247] |
| Lezione Decimasesta | [261] |
| Lezione Decimasettima | [271] |
| Lezione Decimottava | [284] |
| Lezione Decimanona | [292] |
| Lezione Ventesima | [300] |
| Lezione Ventesimaprima | [311] |
| Lezione Ventesimaseconda | [323] |
| Lezione Ventesimaterza | [335] |
| Lezione Ventesimaquarta | [346] |
| Lezione Ventesimaquinta | [357] |
| Lezione Ventesimasesta | [368] |
| Lezione Ventesimasettima | [378] |
| Lezione Ventesimottava | [388] |
| Lezione Ventesimanona | [399] |
| Lezione Trentesima | [409] |
| Lezione Trentesimaprima | [419] |
| Lezione Trentesimaseconda | [430] |
| Lezione Trentesimaterza | [437] |
| Lezione Trentesimaquarta | [446] |
| Lezione Trentresimaquinta | [457] |
| Lezione Trentesimasesta | [468] |
| Lezione Trentesimasettima | [478] |
| Lezione Trentesimottava | [483] |
| Lezione Trentesimanona | [495] |
| Lezione Quarantesima | [502] |
| Lezione Quarantesimaprima | [512] |
LEZIONE PRIMA.
Io debbo, diletti giovani, nell’esordire, revocare alla vostra mente quei giorni al mio cuore carissimi, in cui per la prima volta erami conceduto, la parola mia indirizzarvi. Voi il rammentate. Non appena i primi passi muovevamo pel lungo e difficil sentiero, che il bisogno faceasi sentire imperiosissimo, di una logica e razionale divisione del nostro assunto. Simile alle colonne miliarie, che all’animoso viandante additano il cammino percorso, e nuova lena gl’infondono e nuova speme; noi pure, o signori, il cammino nostro in tre grandi stadj, in tre grandi epoche, in tre grandi divisioni partimmo.
Nulla per ora delle ultime due calendoci, diremo solo della prima epoca, del suo principio, del suo termine.
Quale era, o signori, la prima epoca della storia della ebraica teologia?—Era quella che dalla Mosaica rivelazione partendo, si stende per tutto quello immenso intervallo, che da quel fatto memorando trascorre, sino alla cessazione della nostra vita politica, sino, che dico, o signori? sino al suggello dei Profeti e delle tradizioni, sino alla compilazione del Talmud. In questa epoca, o signori, noi risalimmo sin dove alcuna traccia per noi si scorgesse di movimento religioso, di dogmatica vicissitudine; sin dove un sistema ci apparisse che un compiuto avesse e particolare sembiante, di Dottrina e di pratica. In quei remotissimi tempi, una setta ci fermava, ed era quella dei Samaritani.
Noi togliemmo ad esame tutto ciò che ad essa appartiene, e comecchè parecchie cose fossero da noi e per brevità, e per incompleta notizia pretermesse, non è sì, o signori, che una cognizione voi non ne abbiate acquisita generale e sommaria. Mestieri è ora muovere il piede in cerca di nuovi liti e nuove genti, mestieri è, discendendo per la serie dei secoli, quella setta, quella scuola tôrre a subbietto di studio che prima si presenti, dopo i discorsi Samaritani. Voi ricordate, o signori, di questa setta il nascimento. Ella sortì i natali in quella epoca al popol nostro esiziale, quando la sua nazionalità venne per la prima volta vulnerata, quando la via si apriva dell’esilio, quando le dieci tribù schiudevano quel cammino di dolori e di spine, che le rimanenti due tribù non avriano tardato a calcare.
Le ricerche nostre, o signori, debbono dunque oggimai da quell’epoca in poi esercitarsi. Dobbiamo i tempi a quelli posteriori interrogare, e le voci studiosamente raccogliere che ci porge la istoria. Quali furono le vicende della ebraica religione nei secoli a quello successivi? La risposta, o signori, troppo più tarderà ad udirsi, che alla vostra impazienza non si convenga. Invano il chiederete all’esistenza incerta e languente del primo tempio; invano alla cattività babilonese, invano ai primi periodi del tempio secondo. Egli è, o signori, nei tempi di mezzo della nuova Restaurazione, egli è durante le lotte fraterne degli Asmonei, che la nuova scuola, la nuova setta apparisce con Giuseppe, sul teatro della istoria. Egli è allora soltanto che la presenza ci è dato costatare d’una forma nuova in seno alla ebraica religione.