E il mio tinello non sa spillarvi altro vino.
E. S.—Saporito davvero. Io m’avvisava di avervi dato i più leggiadri proverbi sui pesci, ma la giunta supera d’assai la derrata. È proprio il caso di dire:
Quand’io credea d’avere il vento in poppa,
Mi trovai fatta la barba di stoppa.
A. T.—Un ne udii in più luoghi dell’alta Italia in forma di dialogo fra la tinca ed il luccio:
Taci, taci, tenca rugginente:
Chè chi mangia di te tutto il dì febbre sente.
A cui la tinca risponde:
È meglio la mia testa che il tuo busto.
E presso a poco nel Veneto:
—Tenca, tenca de pantan,
Chi te magna no xe san.
—Luz, luz, val pù la mia testa che il to bust.