—Ma egli ha bisogno di pace.

—Ma egli mi chiama… Oh Dio… non sentite che egli mi chiama?—E come se veramente sentisse una voce venir da lontano, allibì, stralunò gli occhi, si agitò con una mossa bizzarra e sconnessa, tanto che Regina ed Elisa se la presero in mezzo per impedire che fuggisse di casa.

—Andrò senza di voi, prima di voi, cattive, lasciatemi andare… Non sentite? oh Dio… è proprio la sua voce…—Andava ripetendo, mentre con risoluta energia le due amiche la tenevano ferma. Il Cresti si consultò rapidamente colla mamma e credendo far opera di legittima autorità, con voce grave e paterna:—Oh andiamo, Flora, queste sono sciocchezze—le disse.—Non è a questo modo che si parla colla mamma…

—Sono nel mio diritto—protestò la fanciulla delirante.

—Qui non è questione di diritto, ma di obbedienza, di carità e di buon senso…

—Taccia lei che non c'entra…—fu l'aspra risposta della fanciulla, che un brutto assalto di nervi buttò come irrigidita sugli ultimi gradini della scala. Alle parole succedette un rantolo, quasi un gorgoglìo della voce morente; poi nulla. Il corpo come roba morta fu portato e disteso sul vecchio canapè.

Il povero Cresti come un uomo fulminato, stette un istante senza capire: poi al primo risveglio di lei, come se sentisse il bruciore di un'atroce ferita, se ne fuggì, attraversò il giardino, che gli parve diventato tutto nero e se ne tornò a Villa Serena, dove sapeva d'essere aspettato, senza vedere nè la strada, nè le case nè la gente, che lo guardava con pietosa curiosità.

La voce del grave duello era già corsa nei paeselli di Mezzegra e di Porlezza, dove Ezio e le sue prodezze erano abbastanza conosciute. La buona gente, che al di fuori dei propri bisogni non comprende troppe cose, ne discorreva sugli usci come d'un caso incredibile, non necessario, che non si osa credere. Ma come avviene delle notizie che corrono, davano già per certo che il giovane fosse stato ammazzato dal marito con tre colpi di pistola in una camera presso la pasticceria di Cadenabbia. Si voleva da alcuni che il feroce marito avesse uccisa anche la donna.

All'oscura emozione che lo acciecava il povero nostro amico oltraggiato seppe opporre un volere violento, e un impeto di tanta collera e di tanto orgoglio che vinse ogni altro pensiero e potè essere di conforto agli amici.

XVII.