Il sagrestano avvicinò di nuovo i battenti, lasciando penetrare in chiesa solo uno spiraglio di luce, che saliva fino all'altare e per quella via luminosa precedette la compagnia.

—Il prete—disse in uno stretto dialetto ligure—finisce di mangiare un pesce e vien subito.—

Le due signore velate si raccolsero e s'inginocchiarono su un banco, su cui era stato disteso un drappo rosso, e si immersero in una calda preghiera. Massimo Bagliani intanto (il signore piuttosto grasso vestito di scuro) mentre il prete finiva di mangiare il suo pesce, si mosse per la chiesa come chi non sa dominare una nervosa inquietudine: tornò fin verso la porta a specchiarsi nel gran tramonto che metteva nell'ombra raccolta della navata una striscia sanguigna.

È sempre bello quello che si deve fare…—Era stato questo il suo motto eccitatore, ma ora che stava per sposare e far sua per sempre la donna così lungamente amata, per la quale aveva tanto sognato e sofferto, temeva anche lui la realtà che gravita spesso sui pensieri nostri come una pietra troppo pesante. Avrebbe voluto sentirsi più tranquillo e trovare in sè stesso un maggiore convincimento e un più sereno spirito di pace: ma il cuore debole temeva la troppa felicità. Un nodo, che pareva fatto da un pugno di lagrime, lo strozzava, lì, alla gola, e l'assaliva l'avvilimento che piglia il giovinetto sulla soglia del suo primo incontro d'amore.

I quarant'anni non gli servivano a nulla, nemmeno di contrappeso alla paura: nulla significava la neve che il tempo aveva lasciato cadere in piccole striscie sulle tempie; sul punto d'impadronirsi di quella creatura che gli era sempre sfuggita, Massimo Bagliani, temendo di rompere un delizioso incanto e di essere incapace della sua felicità, stava in guardia per non sfigurare troppo davanti a sè stesso.

La signora Matilde, che era venuta ad incoraggiare i buoni propositi, assisteva la sorella in questo nuovo passo della vita. Si sperava di avere anche il buon Cresti come testimonio, ma il vecchio brontolone si era scusato col pretesto di cento mali e di una grande pigrizia.

Bisognò contentarsi di due umili testimoni presi sul sito, cioè un vecchio pescatore e il procaccia postale, che aspettavano nella casa del prete d'essere chiamati.

Intanto il sagrestano continuò ad accendere i lumi dell'altare, adagio adagio, per dar tempo al prete di finire il suo pesce, mentre il sole, piegando dietro la curva del monte, lasciava indietro un cielo terso come un cristallo in cui cominciava a uscire qualche stella.

Quando le candele furono accese e che nella cresciuta oscurità dell'abside uscì alla loro luce il modesto splendore dell'altare, Massimo fatto un virile proposito, si accostò con passo sicuro alle due donne, mentre dall'usciolino della sagrestia veniva fuori un prete umile e tozzo dalla faccia rugosa come quella di un pescatore, che dopo essersi rispettosamente inchinato agli illustrissimi signori, fece un cenno ai due uomini che venivano dietro e che si collocarono come sentinelle ai lati dell'altare.

Matilde incoraggiò un'ultima volta la sorella che si mosse e andò a inginocchiarsi sul gradino.