Lola lo cercò con una singolare insistenza; fece un mondo di domande al cugino…. avrebbe fatto supporre essersi accorta ch'era stato lui a prenderglielo. Quel guanto ebbe la virtù di guarire in certo modo il giovine dalle sregolatezze passate. Ora era agitato d'altri pensieri. Aveva ventitre anni e si sentiva stanco di quella vita da scapestrato…. Oh, la vita beata coniugale, nella pace, tra una nidiata di figlioletti rosei e ricciuti, senza cure e senz'impicci! E provava una dolcezza infinita. Gran destino era il suo che quella benedetta nonna avesse disposto ch'egli doveva prendere la laurea prima d'ammogliarsi!… Basta, era il penultim'anno quello, e per di più n'era passata la metà: un anno e sei mesi si fanno sur un piede, che diavolo!
Anche la sua timidità era scomparsa dopo quell'atto ardito; almeno egli lo credeva: anzi aveva giurato a sè stesso che, arrivato a Badalà, non si sarebbe lasciata sfuggire la prima occasione favorevole; l'avrebbe pronunziata quella parola che doveva rendere completa la sua felicità.
E aspettò le vacanze in preda a un'impazienza vivissima.
III.
Se fosse dato a ognuno di far correre il tempo a seconda de' propri desideri, la vita, dall'età della ragione all'ora della morte, non sarebbe che un breve passo. Finalmente vennero quelle penultime vacanze tanto desiderate, e l'ora in cui il giovane potè montare la sua storna, e seguito da due campieri, mettersi in via per S. Giovanni.
La villetta gli apparve all'uscir dalla gola della Ferma, imporporata da' raggi del sole in sul tramonto. Come gli batteva il cuore! come parvegli interminabile quel breve tratto di via che doveva ancora percorrere per arrivarci! Che faceva lei in quel momento?… Se era al terrazzino poteva riconoscerlo alla cavalla…. Come la troverebbe?… s'era mutata?… Oh, se non l'avesse a guardar più negli occhi con quella dolcezza di paradiso che faceva di lui il più felice degli uomini!
E una voce interna gli diceva, che stesse tranquillo, la sua Lola sarebbe stata con lui come per il passato, che cessasse dal dubitare, essa l'amava. E quella villetta in mezzo ad un bel verde, circondata sin dove l'occhio arrivava, da stoppie gialle, tramezzate qua e là da favuli bruni, da vigneti, da qualche boschetto, gli sembrava un vero Eden, dove, con quell'Eva, si sarebbe potuta passare la vita intera nelle voluttà dell'amore.
Al paesetto sonava l'Angelus quando il ponte di legno che accavalcava il piccolo borro, secco in quella stagione, risonò sotto lo scalpitare delle cavalle. S'internarono in una viottola ripida tra due siepi di rose d'ogni mese, si curvarono sul collo delle cavalle per evitare i rami del famoso moro, e poco dopo, per il viale de' castagni, sbucarono nella spianata. Due grossi mastini si slanciarono abbaiando; una fanciulla, con un cucito in mano, s'affacciò appena nel terrazzino e rientrò vivamente arrossendo: Giovanni però l'aveva veduta.
Le solite feste dello zio Alessio e della zia Costanza non mancarono; non mancò il solito invito fatto sempre con la solita frase: «questa volta, spero, vorrai passare alcuni giorni con noi;» gli offrirono vino, gli offrirono caffè. E don Alessio cominciò a darsi moto; s'affacciò alla terrazza, urlò con quanto n'aveva in canna allo stalliere di menar nella stalla la cavalla del signorino; s'adirò anche perchè non l'aveva già fatto, e lì un diavoleto: poi rientrò, andò, come soleva a dir le sue ragioni alla sorella, e senz'attender risposta, nell'anticamera ad affacciarsi all'uscio della scala e chiamar Elisabetta che portasse i lumi…. A quel buon vecchio entrava il diavolo in corpo ogni volta che arrivava il nipote!
Lola intanto non compariva, e il giovine n'era proprio indispettito: via, dopo un anno quasi che non lo vedeva, avrebbe dovuto essere un pochino più sollecita: non avrebbe fatto l'istesso lui…. no certo…. ma lui l'amava, e lei chi sa….