—Avete ragione.

E per far vedere ch'anche lui era in giorno di queste cose, si messe a raccontare come fossero stati uccisi il tal campiere, il tal pastore, il tal contadino, fucilati i due della borgata di Roccamena, per non aver voluto badare ai fatti loro; e per l'istessa ragione costretti a snocciolare grosse somme tizio e sempronio, ricchi proprietari; come al fattore di Marcatobianco, che una notte aveva lasciato fuori senza pane e senz'orzo compare Ciccio Raja, avessero fatto lo smacco di rubar due mule e sette cavalle, tra cui la famosa Bordellina, la cavalla morella che ora cavalca don Peppino.

—Ora a proposito, ditemi una cosa…. riprese dopo un po' di silenzio, è veramente calabrese questo don Peppino?

Il campiere che ingoiava un grosso boccone, accennò di sì col capo.

—Calabresissimo, disse poi.

—O perchè allora lo chiamano il Lombardo?

—È lui che dice che è lombardo.

—E con quale scopo?

—Eh… ce l'avrà certo il suo scopo…. chi sa che corbellerie grosse avrà fatto in Calabria…. e com'è naturale lei mi capisce….

—E… ditemi un'altra cosa…. perchè lo chiamano il Marchese?