—Lo so; ma non c'è che fare.
—Vediamo….
—È impossibile. Della gente ce ne vuole…. devo avvertire i picciotti…. far certi preparativi….
Ma l'omaccione insisteva: era impaziente: con un po' di buona volontà non c'era bisogno poi di tanto tempo per riunire gli amici, al Capitano certo non sarebbero mancati i mezzi. Le cose lunghe diventan serpi…. un caso qualunque poteva far scoprire tutto, ci pensasse. Oltre di che se si presentasse una buona occasione, il vecchio potrebbe impiegare il danaro, e lasciar tutti con un palmo di naso….
Allora l'altro l'interruppe. A lui la cosa premeva più che a ogn'altro, figurarsi! ma bisognava essere ragionevoli: non si poteva riunire i picciotti in meno d'otto giorni…. e poi, o che s'assaltava un paese al lume di luna?
Questa ragione, più d'ogni altra, calmò gli ardori troppo evangelici del reverendo: egli si persuase. Il ventinove di marzo dunque. Il capitano manderebbe un suo fidato a Pietracaduta, Ciulla penserebbe a far avvisare don Castrenze: l'importante era stabilire il luogo dove riunirsi la sera, prima di dar l'assalto. E scelsero la così detta Tribunella, una cappellina poco più su dallo stradale, a mezzo miglio del paese, che alcuni fedeli avevano eretta alla Madonna Addolorata. Intanto salivan la costa di buon passo. Don Peppino ruminava il disegno d'attacco: non poteva nascondere a sè stesso la difficoltà dell'impresa, e per il contorno irregolare del paese, e per la vicinanza di Cammarata, e per la posizione della caserma dei carabinieri: tuttavia di dar addietro non ci pensava nemmen per sogno: s'affidava alla sua vecchia esperienza, all'arditezza de' compagni, s'affidava alla fortuna che l'aveva sempre aiutato nei pericoli.
Il reverendo lo seguiva sbuffando; il colosso sudava sotto al cappotto, mentre un pensieraccio, sortogli in mente nel volger gli occhi alla villa, gli faceva scorrere dei brividi di piacere per il corpo; finalmente si sarebbe presentata quell'altra occasione che aspettava da tanto tempo…. voleva prender due piccioni a una fava: Lola, quella bella fanciulla che s'era mostrata così sdegnosa con lui, egli l'avrebbe in mano, e in quella confusione…. La vedeva nel letto verginale…. dibattersi nella sua stretta…. sentiva palpitare sotto alle sue, quelle tenere carni…. E agitato da una viva impazienza, gli sapeva mill'anni, imprecava alla luna che, giusto in que' giorni, doveva venire, con quella faccia da mascherone, a rompergli le uova nel paniere!
Un quarto d'ora dopo i due compaesani l'uno accanto all'altro, tirandosi dietro le cavalcature, il prete ragguagliando di tutto don Castrenze, s'allontanavano giù per la discesa verso la Rupe, i banditi a cavallo, e per la via dond'erano venuti.
Il capo aveva ripreso a ruminare il suo disegno di attacco, e lo veniva perfezionando: bisognava occupare tutte le cantonate delle strade principali, circondar la caserma de' carabinieri…. quel posto lo riserbava per sè e alcuni dei più arditi: bisognava atterrir gli abitanti con urli e schioppettate, alla minima voce, al minimo rumore che partisse dalla villa…. Ed enumerava gli uomini su' quali poteva contare: quei di Prizzi, que' di Mezzoiuso, que' di Lercara, que' di Burgio…. Valvo co' suoi: stabiliva la maniera come avvertir tutti il più presto possibile.
Intanto, un'altr'ordine di pensieri travagliava la mente del confidente, e gli mandava in tanto veleno il tacchino di cui quel giorno s'era inzeppato nella masseria di Melia.