Quello che seguitava a ingrassare era il reverendo, benchè non gli fossero toccate che sole ventisett'onze per il bell'affare che aveva fatto: ma questa puntura era venuta scemando col crescere della sicurezza: solo di quando in quando si bisticciava col galantuomo il quale, invece dimagrava a occhiate, tanto era inconsolabile di non aver potuto metter su quel suo famoso negozio di frumento, per via del quale sarebbe arrichito certo, e in poco tempo.

In quei momenti di recrudescenza i due degni amici dialogavano a voce bassa, e facendo sforzi inauditi per contenersi, a causa di quelle benedette mura che non hanno orecchie, e certe volte sentono.

—Ci hai colpa tu! tu ci hai colpa!… esclamava il prete, rosso come un gallinaccio, e col ditone steso verso il galantuomo.

—Io!! rispondeva questi verde invece come l'aglio.

—Tu!! non bisognava ricorrere a quella gente, io non volevo.

—Smetti via, non hai senso comune. A chi volevi ricorrere, di'?

—Anche al diavolo, ma a quella gente no.

—Per Gesù Cristo, non dire sciocchezze, chè si trattava d'assaltare un paese!… Poi a un tratto scappandogli la pazienza:—Piuttosto dove l'avevi la testa mentre svaligiavano la casa? non avevamo stabilito che bisognava tener gli occhi alle mani di quei ladroni?

—State a sentirlo un po'!

—Ma tu pensasti di far tutt'altro…. bene ti stia! Perchè ti lamenti ora?