— Così lontani! esclamò Bisby. Eppure allargando le mie dita tocco il polo e la costa di Graham.
— Avrei potuto, riprese Wilkye, scendere più al sud colla Stella Polare e cercar di abbreviare questa distanza che è enorme; ma ho pensato che avrei potuto affrontare tali pericoli, da compromettere gravemente la nostra spedizione.
Questo continente è più pericoloso, più aspro, più coperto di ghiacci delle regioni del polo Artico, e le spedizioni tentate colle navi, non hanno mai dato splendidi risultati. Nessuno è riuscito a sorpassare il 78° 0 30″ di latitudine, e quasi tutti gli esploratori sono stati costretti a svernare fra questi deserti di ghiaccio.
A me preme di affrettare il tentativo di raggiungere il polo e bisogna che lo compia prima che sia terminato lo sgelo, o nessuno tornerebbe vivo alla costa. Credo quindi di aver agito prudentemente sbarcando qui, senza perdere un tempo preziosissimo seguendo la Stella Polare verso il sud.
In un mese, se Dio ci aiuta, noi possiamo essere di ritorno e pronti a rimetterci in mare, anche senza attendere la Stella Polare.
— Colla scialuppa? chiesero i marinai.
— Sì, amici miei.
— Ma dunque contate di partire subito pel polo, disse Bisby.
— Fra qualche giorno. Silenzio ed ascoltatemi.
Wilkye sorseggiò la sua tazza, poi riprese: