Quel momento bastò. Blunt era già giunto e Peruschi si era prontamente alzato da terra col fucile in mano.

— Fatevi da parte, signor Wilkye, gridarono.

Echeggiarono due detonazioni: l’animale colpito da due altre palle s’arrestò, gettando un rauco urlo, girò su sè stesso, poi piombò sul ghiaccio rimanendo perfettamente immobile.

— È morto! gridò Wilkye. Grazie amici.

— Grazie a voi, signore, disse Peruschi. Senza il vostro soccorso, a quest’ora non sarei più nel numero dei viventi.

— Siete ferito?

— Non m’ha stracciata che la casacca.

— Ma è un orso? disse Blunt.

— Credo che appartenga alla famiglia dei plantigradi, rispose Wilkye. Mi sorprende però di aver trovato qui un simile animale.

— E perchè, signore? Forse che al polo artico non vi sono gli orsi bianchi?