Il signor Bisby che pareva fosse lì lì per iscoppiare, si volse verso la scala e si trovò dinanzi al signor Wilkye, che era giunto allora a bordo di una scialuppa. Vedendolo, l’uomo mastodontico gli gettò le braccia al collo con tale impeto, che per poco non lo rovesciò, gridando:
— Ah! caro amico! Giungete in buon punto!... Figuratevi che questi arrabbiati marinai, volevano condurmi a terra per forza!
— È vero, signor Bak? chiese Wilkye, volgendosi verso il capitano, che s’era levato cortesemente il berretto.
— Verissimo, signore. Nell’elenco delle persone che devono prender parte alla spedizione, non trovo il nome di Bisby ed avevo pregato il signore di ritornare a terra.
— È uno dei nostri, signor Bak.
— Lo udite? chiese l’uomo grasso con aria trionfante, rivolgendosi al capitano. Senza di voi, Wilkye, qui stava per nascere una zuffa.
— Ma cosa siete venuto a fare qui, Bisby? chiese Wilkye. Vedo intorno a voi delle coperte e delle valigie.
— Venivo a domandarvi di prendere parte alla spedizione polare.
— Voi! esclamò Wilkye, al colmo dello stupore. Ma siete pazzo, Bisby?
— E perchè, caro amico?