— Maledizione!... Ed ora?

Wilkye non rispose: si era lasciato cadere su di un masso di ghiaccio col capo fra le mani, in preda ad una cupa disperazione.

CAPITOLO XXIV. I primi freddi invernali.

La situazione dei tre esploratori, che venti giorni prima era così rosea, si aggravava, e quanto!... Le loro furiose corse dopo la partenza dal polo australe, in causa dello spostamento impreveduto che aveva subìto quell’immenso campo di ghiaccio, erano state senza risultato, poichè la distanza che li separava dalla costa era poco o nulla diminuita!

Quale doveva essere la loro sorte, perduti come erano in mezzo ai ghiacci polari, lontani da ogni soccorso, quasi stremati di forze, a corto di viveri e coll’inverno che stava per sorprenderli? Erano condannati a perire laggiù, ai confini del mondo australe, di fame e di freddo, e di seppellire con loro la grande scoperta?...

Era bensì vero che la marcia retrograda del grande campo non doveva durare molto, poichè quel mare interno non doveva avere una vasta estensione, e non avrebbe indugiato ad addossarsi contro qualche costa del continente, ma poteva far perdere a loro parecchi giorni ed il tempo era ormai divenuto troppo prezioso.

Il sole già diventava sempre più scialbo e prolungava ogni giorno più le sue assenze; la temperatura diventava più cruda; lo sgocciolamento dei ghiacci era cessato da parecchio tempo e già al nord erano comparse le prime nebbie, annuncianti l’inverno polare. Cosa sarebbe accaduto di quei disgraziati, se durante il viaggio li sorprendevano quelle tremende bufere di neve, che fanno scendere il termometro a 45° od a 50°!

Un fosco avvenire si preparava per quei valorosi; pure, passato il primo scoramento, l’energia ritornò a quegli uomini, che primi fra tanti arditi esploratori, avevano raggiunto il polo australe.

— Non disperiamo e confidiamo in Dio, disse Wilkye rivolgendosi verso i compagni. Lotteremo fino all’estremo delle nostre forze ed accetteremo, senza impallidire, la tremenda battaglia che sta per darci l’inverno polare.

— Siamo pronti alla lotta, risposero i due velocipedisti. Ordinate, signor Wilkye, cosa dobbiamo fare?