— Devo impegnarmi nello stretto o girare l’isola?

— Credete di poter attraversare lo stretto senza pericolo?

— Il pericolo esiste da ambe le parti, nello stretto e fuori. Noi lottiamo contro una bufera tremenda, signore.

— Perderemo molto tempo a girare l’isola; preferisco tentare il passaggio lungo la costa della Terra del Fuoco, per oltrepassare presto il capo Horn. Lontani da queste isole lotteremo con maggiore vantaggio e non troveremo più queste pericolose contro-ondate.

— Sta bene signore: avanti a tutto vapore!...

Il capitano si recò a poppa e si pose egli stesso alla ruota del timone. In quel supremo istante voleva dirigere egli solo la nave affidatagli dall’armatore; egli non ignorava che una falsa manovra, una esitazione, potevano produrre una catastrofe e voleva assumersi da solo la tremenda responsabilità.

Cogli occhi fissi verso il sud e la bussola dinanzi, lanciò la Stella Polare lungo la costa della Terra del Fuoco, speronando i banchi di ghiacciuoli che si accumulavano intorno al capo S. Diego.

La rapida nave che divorava la via con una velocità di diciotto nodi e sei decimi, avvolta in nuvoloni di fumo che il ventaccio sbatteva sulla coperta, s’avvicinava allo stretto. Colà, l’oceano Atlantico, non trovando uno sfogo sufficiente, si rompeva con furore spaventevole, scagliandosi contro il capo Parry, che forma la punta estrema della Terra del Fuoco e l’isola degli Stati, le cui coste apparivano, di quando in quando, alla livida luce dei lampi.