— Questa regione, mio caro Bisby, è diversa dalle altre e l’astro diurno, per ora, non tramonterà che a undici ore, fra pochi giorni a mezzanotte, e fra qualche settimana non si nasconderà più e c’illuminerà per ventiquattro ore continue, anzi per tre o quattro mesi, se continueremo a scendere al sud, e per sei se toccheremo il polo.

— Ma che storie strabilianti mi narrate, Wilkye. Volete scherzare, approfittando della mia ignoranza?

— No, vi do la mia parola; guardate il mio orologio: segna otto ore e cinquanta minuti ed il sole non accenna a tramontare.

— E anche il mio! esclamò Bisby, che cadeva di sorpresa in sorpresa. Ma che paese è mai questo?..... C’è da impazzire, Wilkye.

— E perchè amico mio?

— Perchè non comprendo questo fenomeno.

— Non è un fenomeno e la spiegazione è semplicissima, mio caro Bisby. Nelle nostre regioni settentrionali, sapete perchè le giornate d’inverno si accorciano?

— Non ve lo saprei dire; non m’intendo che di carni salate.

— Semplicemente pel fatto, che allora il sole volge i suoi raggi più diretti verso le regioni meridionali situate al di là dell’equatore, le quali appunto allora godono l’estate. Il polo nord, essendo il più lontano dall’equatore e quindi anche dal sole che si trova nell’emisfero australe, in causa della rotondità della terra non può ricevere alcun raggio solare.

Infatti se Baltimora, e per conseguenza tutte le regioni situate sullo stesso parallelo, all’inverno godono dieci ore di luce, quelle più al nord ne godranno solamente nove, le altre più lontane otto, sette e via via finchè talune non ne avranno affatto.