Gli abitanti, che pare appartengano ad un incrocio di papuasi e di polinesiani, sono in generale di statura alta, ben fatti, colla fronte larga, il naso regolare, la capigliatura cresputa che amano tingersi di rosso, la pelle assai oscura e sono assai bellicosi.

Usano portare al collo delle mezzelune di madreperla e monili di ossa ed agli orecchi scagliette di tartaruga incastrate nei lobi, i quali sono tagliati in due.

Valenti marinai al pari dei papuasi della costa e dei polinesiani, posseggono delle barche lunghe oltre venti piedi, con vele di vimini o di foglie intrecciate, e scorrazzano lo stretto assalendo ora le tribù della costa australiana o quelle della Nuova Guinea, per procurarsi dei prigionieri che poi divorano.

Udendo il capitano a gridare: Lo stretto di Torres!... il vecchio marinaio, Cornelio e Hans erano balzati in piedi.

— Di già! esclamò Cornelio. Abbiamo filato colla rapidità d’un veliero! Ma dov’è la costa australiana?

— Vedo laggiù, alla nostra destra, una specie di nebbia, disse Wan-Stael. Deve essere la terra di Carpentaria.

— E quei monti che si ergono dinanzi a noi?

— Appartengono alla nuova Guinea.

— Ha dei monti alti, quella grande isola?

— Ha delle catene colossali, Cornelio, e delle montagne immense, che sono coperte di neve per la maggior parte dell’anno. Si dice che alcune misurino perfino 6000 metri di altezza ed anche 6500.