— Forse da qualche tribù nemica, rispose il capitano. Gli abitanti dell’interno, come vi dissi, sono in continua guerra con quelli delle coste.

— Li hanno assaliti in buon punto, disse Cornelio. Udite?

Verso il fiume si udivano dei clamori assordanti: erano urla feroci, urla che parevano di belve anzichè emesse da gole umane, e di tratto in tratto dei sordi rulli che parevano prodotti da qualche istrumento musicale, forse da un tamburo o da qualche cosa di simile.

Pareva che laggiù si combattesse furiosamente, poichè di quando in quando s’udivano anche delle urla strazianti, come emesse da persone che vengono sgozzate.

— Sì, succede una battaglia, disse il capitano. I pirati sono stati assaliti, forse dagli Arfaki o dagli Alfurassi.

— Che i vincitori vengano poi ad assalire anche noi? chiese Cornelio. Questa casa che fiammeggia può attirare la loro attenzione, zio.

— Non rimarremo qui ad attenderli, Cornelio. Lasciamoli uccidere a loro comodo e pensiamo a prendere il largo.

— E la scialuppa? esclamò Wan-Horn.

— Torneremo più tardi a cercarla.

— La troveremo ancora?