— Ecco il recipiente, disse, raccogliendone uno. Come sai, i bambù sono vuoti fra un nodo e l’altro; questo ha un nodo sopra ed uno sotto.

— Ti comprendo: fai un buco nel nodo superiore, vi introduci l’acqua ed ecco ottenuto una botticella.

— È proprio così, Cornelio. Come vedi, qualche volta i selvaggi possono insegnare anche a noi. Orsù, corichiamoci e domani ci metteremo in cammino per giungere alla Durga.

Stavano per sdraiarsi sotto la tettoia, quando con loro grande sorpresa udirono i latrati d’un cane, che venivano dalla parte del bosco.

— I papuasi? chiese Cornelio, balzando in piedi.

— È impossibile! esclamò il capitano, afferrando il fucile e slanciandosi all’aperto.

Horn ed i tre giovanotti, assai inquieti, erano pure usciti portando con loro i fucili. I latrati continuarono, ad intervalli regolari, ma senza avvicinarsi.

— È impossibile che vi siano dei papuasi, ripetè il capitano, che non staccava gli sguardi dal bosco.

— Per quale motivo? chiese Cornelio.