— Che volatili sono? chiese Cornelio.
— Colombe carpofaghe, rispose il capitano.
— E mangiano le noci moscate?
— Sono molto ghiotte di quelle frutta, e se vuoi saperne di più aggiungerò che sono esse che fanno crescere questi boschetti di noci moscate.
— Vuoi scherzare, zio?
— No, Cornelio. Queste colombe, e specialmente le carpofaghe concinna, mangiando le frutta, evacuano i semi intatti, quantunque siano passati fra gli intestini, e cadendo a terra si sviluppano e germogliano. Infinite sono le piante cresciute in tal modo, anzi si può dire che qui nascono per opera di quelle colombe, poichè i papuasi non si occupano di seminarli.
— In tal caso quegli uccelli devono essere deliziosamente profumati e possono servirci di cena.
Il giovinotto stava per puntare il fucile, quando udì Wan-Horn a gridare:
— Fermatevi: ecco la cena che fugge!...
Cornelio si volse rapidamente e vide passare di galoppo, sul margine del bosco, un grosso animale che pareva un porco. Fece rapidamente fuoco, ma la selvaggina, dopo d’aver fatto uno scarto rapido e di aver emesso una specie di grugnito, scomparve in mezzo agli alberi.