— E per vedere se hanno abbandonate le caldaie, aggiunse Wan-Horn.
Ripresero la corsa costeggiando lo stagno, e cercando di dirigersi verso l’est, ma gli australiani, a quanto pareva, fuggivano sempre rapidamente, poichè le loro voci se non si allontanavano non diventavano nemmeno più vicine. Il capitano, che non era più agile come i due giovanotti, mandava al diavolo le gambe dei selvaggi, e Wan-Horn, che sbuffava come una foca, brontolava incessantemente.
Facendo sforzi inauditi avevano superato due chilometri in poco meno di un quarto d’ora, quando il vecchio marinaio incespicò improvvisamente contro una massa oscura la quale mandò un suono metallico.
Il capitombolo era stato così brusco, da schiacciargli il naso, pure si era alzato con sorprendente sveltezza.
— Oh!... esclamò. Non m’ingannavo io!...
— Cos’hai trovato, vecchio mio? chiese il capitano accorrendo.
— Ve lo dicevo io, che quei mangiatori di carne umana si sarebbero sbarazzati ben presto d’un peso inutile?... Mi sono rotto il naso contro una delle nostre caldaie.
— Quale fortuna!... che vi sia anche l’altra in questi dintorni?
— O più innanzi?... Se hanno abbandonata questa, debbono essersi sbarazzati anche dell’altra.