— No, rispondevano invariabilmente Hans e Cornelio, ma la loro voce non era più sicura.
La scialuppa intanto guadagnava via con estrema rapidità. Spinta dalle onde e dal vento filava come uno steamer lanciato a tutto vapore, avvicinandosi alla costa australiana, la quale ormai non doveva essere molto discosta.
Se non veniva subissata prima di giungervi, i naufraghi della giunca potevano sperare di porsi in salvo, poichè le spiaggie della così detta terra di Torres sono solcate da un certo numero di fiumi, i quali alle loro foci formano delle piccole baie.
Disgraziatamente Wan-Horn non poteva mantenere la rotta verso l’est, in causa delle grandi ondate, le quali, salendo dal sud, prendevano la scialuppa di fianco. Era costretto a drizzare la prua verso nord-est e talvolta verso il nord, allungando di tal modo la via di parecchie decine di leghe. Per di più l’uragano non accennava a calmarsi, anzi tendeva sempre ad aumentare, mettendo a dura prova il coraggio di quei disgraziati. Il vento soffiava sempre con impeto irresistibile, spingendo innanzi a sè veri nembi d’acqua che rubava alle onde; doveva aver raggiunta una velocità di almeno ventidue metri per minuto secondo, cifra che acquista nelle tempeste, ed il mare s’alzava sempre con muggiti più spaventevoli, con urla impossibili a descriversi, rovesciando verso il nord onde mostruose, vere montagne d’acqua.
Alle due del mattino, per poco la scialuppa non s’immerse. Presa fra due ondate, dopo di esser stata sollevata in aria a grande altezza, era stata scagliata fra due baratri che si erano rinchiusi sopra di essa.
Fu un momento terribile: tutti credevano che più mai si risollevasse e uscisse da quell’abisso.
Cornelio e Hans avevano gettate due grida disperate, ritenendosi perduti, ma una terza onda l’aveva tosto ripresa scagliandola più innanzi, quantunque fosse già quasi piena d’acqua. Alle tre, un’altra onda, investendola di fianco, la rovesciava; ma Wan-Horn, che non abbandonava la barra, l’aveva rialzata con un colpo di timone, mentre il capitano, che non perdeva il suo sangue freddo, aveva lasciato filare rapidamente la scotta della vela.
Quasi nel medesimo istante, Cornelio, che si trovava a prua, segnalava una costa.
L’aveva veduta al balenar d’un lampo, ma l’oscurità era subito ripiombata su quel mare procelloso, nascondendola agli sguardi del capitano.
— Sei certo di non esserti ingannato, Cornelio? chiese questi.