— Udite?...

— Sì, un ramo si è spezzato. Lascia fare a me, Enrico. —

Il veneziano si era messo a cavalcioni d'un solido ramo ed aveva impugnata la cerbottana.

Il pirata si avvicinava, strisciando attraverso alla boscaglia. Si udivano le foglie secche stridere ed i rami spezzarsi e si vedevano le cime dei cespugli ondeggiare lievemente.

Certamente quell'uomo doveva aver scoperte le loro tracce rimaste impresse sul suolo umido della foresta, e le seguiva senza deviare. Fra qualche minuto doveva giungere presso l'albero.

Il signor Albani ed Enrico, nascosti fra il fogliame, trattenevano il respiro, ma aguzzavano gli occhi per scoprire il nemico. Entrambi tenevano le cerbottane vicine alla bocca.

Ad un tratto, una testa apparve fra due cespugli. Si alzò lentamente guardando con grande attenzione i rami degli alberi vicini, poi strisciò innanzi e l'intero corpo apparve allo scoperto. Il pirata teneva fra i denti un largo coltello e nella destra un lungo fucile a pietra.

I due Robinson, vedendosi in procinto di venire scoperti, non esitarono più. Le due freccie tinte nel veleno mortale dell'upas partirono con un sibilo appena percettibile, colpendo l'uomo alla gola e alla spalla sinistra.

Sentendosi ferire, il pirata si strappò furiosamente i due leggieri cannelli e balzò in piedi armando precipitosamente il fucile, ma le forze improvvisamente lo tradirono e cadde al suolo in preda a spaventevoli convulsioni.

— Fuggiamo, — disse Albani. —