Il maltese si gettò su quei biscotti coll'avidità d'un lupo a digiuno da tre settimane, stritolandoli voracemente.

— Giù un sorso, — continuò il marinaio, porgendogli una fiaschetta di bambù piena di succo fermentato dell'arenga saccarifera. — Ti farà bene, camerata. —

Il naufrago ingollò il contenuto, poi restituì la fiaschetta dicendo:

— Grazie, Enrico: ecco come voi pagate le canaglie della mia specie!

— Lascia andare: noi abbiamo dimenticato tutto, è vero, signor Albani?...

— Sì, — rispose il veneziano.

Il maltese li guardò a lungo, mentre i suoi occhi incavati si riempivano a poco a poco di lagrime.

— Ma è vero che la Liguria è stata incendiata? — chiese egli, con un singhiozzo.

— Sì, — rispose Albani con voce grave. — Voi avete commessa un'infamia che ha costato la vita a quasi tutto l'equipaggio.

— Ma no, signore! — esclamò il maltese. — Harry mi aveva giurato d'aver dato fuoco a pochi stracci imbevuti di petrolio per spaventare l'equipaggio e impedirgli di darci la caccia.