Il signor Albani non rispose: cogli sguardi fissi distrattamente sulla luna, che seguiva il suo corso in mezzo ad un cielo senza nubi, pareva che meditasse profondamente.

Pensava al modo d'uscire da quella situazione che d'ora in ora diventava più grave o alle ultime parole del marinaio?...

I suoi compagni, pure pensierosi, tristi, tenendosi strettamente a cavalcioni di quell'avanzo della Liguria, gettavano sguardi inquieti sulla sconfinata superficie del mare, forse colla speranza di veder apparire, sulla linea argentea dell'orizzonte, qualche macchia oscura o qualche punto luminoso che indicasse la presenza d'una nave salvatrice.

— Ascoltatemi, — disse ad un tratto l'ex-uomo di mare, scuotendosi. — Sapete dove precisamente trovavasi la Liguria nel momento del disastro?... Tu, Enrico, eri di quarto, se non m'inganno.

— All'est delle isole Sulu, — rispose il marinaio.

— Sapresti dirmi la distanza?

— Lo ignoro, signore. Quando il capitano ha fatto il punto, non ero presente.

— E nemmeno io, — disse Piccolo Tonno.

— Forse siamo a due o trecento miglia da quell'Arcipelago, — disse il signor Albani, come parlando fra sè stesso.

— Lo credo, — rispose Enrico.