— Lasciami riposare qui e per ora non chiedo di più.

— Ma voi soffrite!

— Bah!... Tutto passerà, Enrico. Domani mattina vedremo se si è guastata qualche molla della mia macchina, ma spero che tutto sia intatto. Sono scombussolato e ben pesto, ecco tutto.

— Ma era molto tempo che vi trovavate nella caverna?

— Un paio d'ore di certo, se non di più.

— Vi hanno spinto le onde?

— Non lo saprei. Quando fui gettato sui frangenti, ricevetti tale urto da smarrire i sensi o poco meno. Cosa sia poi accaduto, io non lo so; quando ritornai in me mi trovai in fondo alla caverna che le onde invadevano, minacciando di affogarmi. Facendo uno sforzo disperato mi trascinai fino all'estremità dell'antro, e là svenni una seconda volta.

— Non avete udito le nostre grida, signore? — chiese Marino.

— Era impossibile udirle, poichè le onde che invadevano la caverna producevano dei fragori assordanti.

— Vi avevo creduto morto, signore, — disse Enrico. — Quale disgrazia per noi, se voi foste mancato!