Piccolo Tonno la guidava con mano sicura, tenendosi lontano dai frangenti, per tema che le onde lo spingessero addosso a quei pericolosi ostacoli.

Vedendo addensarsi l'uragano, s'affrettava, tenendo una linea rigorosamente diritta per risparmiare via.

I marosi lo assalivano con grande impeto, ma egli non si spaventava per questo e lo si poteva vedere con una mano su di un lungo remo che gli serviva da timone e coll'altra alla scotta della vela.

Il signor Albani, Enrico ed il maltese, fuori di loro per la gioia, profondamente commossi, avevano lasciata la vetta del vulcanello e si erano radunati presso i primi frangenti.

— Bravo mio Piccolo Tonno! — urlava il genovese. — Sei un vero marinaio! —

Alle sette del mattino la scialuppa, dopo d'aver superato un banco, s'arenava sulla sponda sabbiosa, e il bravo ragazzo, che piangeva e rideva ad un tempo, si precipitava fra le braccia del signor Albani prima, poi di Enrico e finalmente di Marino.

— Ah! — esclama egli. — Vi avevo pianto credendovi tutti annegati. Un abbraccio ancora, signor Albani, un altro mio buon Enrico.

— Ma quando hai trovata la scialuppa? — gli chiese Albani.

— Ieri sera, poco prima del tramonto.

— Ma dove?