—Ebbene, sorella? chiese Notis ansiosamente.
—Nulla, rispose Elenka con un amaro sorriso.
—Come? Non ti capisco.
—Il traditore è irremovibile come una roccia.
—Tuoni e fulmini!…
Sì, m'ha disprezzata e rifiutata. Tutto ho tentato per affascinarlo, ho pregato, ho supplicato, ho minacciato, ma tutto fu inutile. Non so poi il come, seppe che fu cacciato nel sotterraneo per vendetta che egli attribuì a me invece che a Fit Debbeud.
—È impossibile! esclamò il greco. Da chi lo seppe?
—L'ignoro, il fatto è che m'ha udito arrivare.
—E tu che gli hai detto?
—Era impossibile negarlo e gli confessai tutto, attribuendo la colpa a me.