—Che succede? chiesero i dongolesi, portando istintivamente lo mani alla loro harba.
—Fermi tutti, disse Elenka con un tono di voce che non ammetteva replica.
Fece inginocchiare il suo mahari, saltò a terra e si internò silenziosamente nella macchia fino a raggiungere il lembo estremo. Ella s'arrestò cogli occhi fissi su due uomini che si dirigevano a lenti passi a quella volta.
—Bene, mormorò ella con gioia. Quello là è Hassarn, lo riconosco, e l'altro è Omar, lo schiavo di Abd-el-Kerim. Dove si dirigono essi?
Si cacciò sotto ad un cespuglio aggomitolandosi su sè stessa come una serpe e attese pazientemente che le passassero vicini. Non corse molto tempo che udì i loro passi e Hassarn che diceva al compagno:
—Sei proprio sicuro che furono dei beduini a rapirlo?
—Sì, capitano, rispose Omar. Mussa che era in sentinella vicino gli ultimi tugul d'Hossanieh, li vide saltar fuori da una macchia e gettarsi su di lui come tanti leoni. Il mio povero padrone fu oppresso dal numero.
—E ti dissero che?….
—Che presero la via che conduce a Sceh-el-Mactud.
—A me parve che fuggissero verso le foreste del Bahr-el-Abiad.