—Voglio dire che i leoni, le pantere, le jene e gli sciacalli usciranno dai loro covi e che si getteranno sull'almea.

—È quello che desidero, disse la greca

—Oh! fe' il dongolese. E voi lascerete divorare quella bella donna?
Ricordatevi che vostro fratello vi ordinò di condurgliela.

—Mio fratello non rivedrà più quest'almea. Se questa donna scampa potrebbe ancora attraversarmi la via e diventare mia rivale. Spenta che ella sia, Abd-El-Kerim perderà ogni speranza, ritornerà per forza da me e mi amerà ancora.

—Ma che dirà vostro fratello?

La greca trasse dalla cintola una borsa rigonfia e la pose nelle mani del dongolese.

—Nagarch, gli disse. Qui vi sono cento talleri e altrettanti ne avrai se tu non lascerai uscire dalle tue labbra una sola parola di quanto hai fatto e veduto. Noi diremo a Notis che ci fu impossibile fare prigioniera Fathma perchè trovasi sotto la protezione di Dhafar pascià e attendata proprio nel mezzo del campo egiziano.

—Sarò muto come un morto. Ah! voi siete ben terribile. Non ho mai incontrato in vita mia una donna simile.

—Almeno non dirai più così. Andiamo che le tenebre calano.

Il dongolese le accennò il cadavere di Alek. Si avvicinò al compagno, scavò coll'jatagan una fossa e ve lo seppellì colla faccia rivolta alla Mecca come prescrive il Corano. Quando tornò, Elenka era ferma dinanzi all'almea, colle braccia incrociate.