—Vieni, Fathma, diss'egli sordamente. Sono inseguito dai beduini che mi rapirono. Vieni, vieni!
Egli fuggì a grandi salti e colla medesima facilità come se portasse un leggero fardello, tanta era la forza che infondevagli l'amore e la gioia d'aver ritrovata colei che egli credeva per sempre perduta.
Attraversò sempre correndo l'ultimo tratto della foresta e giunse nella pianura d'Hossanieh proprio nel momento che un plotone di basci-bozuk sbuccava alla carriera da una gola formata da due ripide colline.
—Fathma! esclamò Abd-el-Kerim, con emozione. I basci-bozuk!
L'uomo che cavalcava alla testa dei soldati, venne a loro incontro a tutta velocità e gettò un gran grido:
—Abd-el-Kerim! Abd-el-Kerim!
—Hassarn! gridò l'arabo.
Il capitano balzò di sella e li raggiunse colle braccia aperte;
Abd-el-Kerim e Fathma si precipitarono incontro a lui.
—Ah! esclamò il capitano Hassarn stringendoli ambedue in un tenero amplesso. Vi credeva per sempre perduti!
CAPITOLO XIII.—Il Delatore.