—Sì, la portavano su di un angareb sostenuto da due mahari.

—Era ammalata forse? chiese Omar, che si sentì un brivido correre per le ossa.

—Mi si disse che era pericolosamente ferita.

—Come?…. Ferita mortalmente?…. Da chi?…. Quando?….

—Che ne so io! Non conosco gli uomini che la conducevano, nè so da dove venissero.

—I beduini erano guidati da un greco d'alta statura con barba nera e ispida?

—Sì, il greco era alto e barbuto, anzi lo scorsi mezz'ora fa seduto sulla riva del Bahr-el-Abiad a quattrocento passi da qui.

Omar saltò in piedi colla dritta sull'impugnatura dell'jatagan. Sul suo nero volto brillava una gioia selvaggia, feroce.

—Egli è a quattrocento passi di qui! esclamò egli afferrando per le spalle il sennarese e ficcando i suoi occhi in quelli di lui.

—Ti assicuro che lo vidi e scommetterei che vi è ancora.