—Getta una fune! gridò il sennarese.
Lo schiavo di Abd-el-Kerim gettò quella che aveva portato con sè, ma fu troncata da una palla di moschetto.
—Tuoni di Dio! esclamò Daùd. Tutto è contro di noi adunque? Puoi scendere afferrandoti ai rami del tamarindo?
—E Fathma? gridò Omar.
—Sei barricato?
—Sì e posso resistere coll'aiuto di Allàh e del Profeta.
—Sii pronto a tutto. Ora mi vedrai all'opera.
Egli ritornò di corsa verso la riva coi tre uomini che l'avevano accompagnato. I barcaiuoli ad un suo fischio si radunarono dietro a una macchia di bauinie, poi uscirono di corsa avventandosi furiosamente contro la porta.
—Avanti! avanti! aveva comandato Daùd.
La porta assalita colle scuri, coi calci degli archibusi, coi remi, fu scassinata non ostante le scariche tremende e incessanti degli assediati.