—Sì, ho udito dire che il colonnello Coetlegan, con un corpo ragguardevole di egiziani, si aggira sulle rive del Nilo, passando or qua e or là per tenere lontani i ribelli, ma non può essere dappertutto. Vi dico io che i guerrieri del Mahdi attaccano la dahabiad.
—Allora corriamo pericolo anche noi di essere assaliti.
—Sì, se non ci spicciamo a salire il fiume. Per fortuna la darnas è abbastanza solida per affrontare delle fucilate e siamo ancora in buon numero per rispondere all'attacco.
—Zitto, state a udire, disse Fathma.
Ognuno zittì e tese gli orecchi. Le scariche di fucili cessarono tutto d'un tratto e così pure le grida di guerra degli insorti, ma un momento dopo nuove urla echeggiarono per l'aria, ed erano disperate, strazianti, come di persone che vengono assassinate. Daùd involontariamente rabbrividì.
—Gli hanno scannati! mormorò egli con ispavento.
Un sorriso sinistro increspò le labbra di Fathma.
—La vendetta è completa, diss'ella freddamente. Se Notis non era morto, ora lo è. Il Profeta ha esaudito i miei voti.
—L'odiavi ben terribilmente, Fathma.
—L'odiavo a morte, Daùd. Or che lui è morto non mi resta che Elenka da combattere, e per quanto sia feroce e forte, io la infrangerò. Si tratta di sapere ora dove Dhafar pascià l'avrà condotta.