—Or ti farò vedere, rispose tranquillamente l'almea.
Appoggiò la carabina sulla biforcazione di una magra acacia che cresceva stentatamente fra le sabbie mirò attentamente il leone più vicino.
—Fuoco! mormorò ella.
La detonazione non era ancora cessata che il felino faceva un salto di quindici piedi ricadendo poi su un fianco. I giallàba al rumoroso scoppio saltarono in piedi colle armi in pugno, credendo d'aver a che fare cogli Abù-Ròf.
—All'erta! gridò Fathma caricando prontamente l'arma.
—Che accadde? chiesero i giallàba accorrendo presso di lei.
—Tutti nella zeribak! comandò Omar.
I cavalli nitrivano di spavento, scalpitavano e saltellavano cercando spezzare i legami e al di fuori i leoni ruggivano con furore e minacciavano di varcare le cadenti barriere del recinto.
I giallàba, perduto il loro sangue freddo, si precipitarono confusamente nella zeribak cercando di salire sui cavalli per darsi alla fuga. Fathma si gettò in mezzo a loro colla carabina spianata.
—Fermi tutti! gridò ella. Chi si muove è uomo morto!