—Sì, ma dov'è Takir?
—Non ha potuto venire. Su, narra, fa presto che ho l'inferno nel cuore. Dove si trova? È vivo?… È morto?…
—Posso assicurarvi che Abd-el-Kerim è vivo.
Elenka scattò in piedi come una pazza.
—È vivo!… Vivo!… ripetè ella con un'esplosione di gioia che pareva delirio. Sei proprio sicuro?…. L'hai veduto proprio coi tuoi occhi?… Dimmelo, Tepele, dimmelo!
—Io non l'ho veduto, rispose il guerriero, ma ho parlato quest'oggi con un arabo che veniva dal sud. Egli l'ha non solo visto, ma gli ha anche parlato.
—Posso fidarmi delle parole di quell'arabo?
—Danàqla è incapace di mentire.
—Dove si trova il mio povero Abd-el-Kerim?
—È nelle mani dello sceicco Tell-Afab il quale sta ora guerreggiando sulle rive del lago Tsherkela contro una tribù di Bàggara[1] che si è ribellata al nostro signore.