Abù-el-Nèmr spostò un lembo di siepe che racchiudeva l'orticello, condusse il cavallo sotto una piccola tettoia poi battè tre volte le mani.
La porta della capanna si aprì lasciando vedere un gran fascio di luce, poi si rinchiuse dietro lo scièk.
—Medinek, disse Notis, volgendosi al compagno. Chi abita in quel tugurio?
—Non lo so, rispose il guerriero. Una volta quella capanna era deserta.
—Bisogna sapere a qualsiasi costo chi la abita.
—Uhm! Non è cosa tanto facile. Non trovo altro mezzo che quello di salire sul tetto e di appoggiare gli occhi alle canne.
—Andiamo sul tetto, Medinek.
—Noi corriamo il rischio di venire scoperti.
—Hai il tuo jatagan?—
—Sì.