Arabo e turco volsero le spalle alla zeribak, internandosi nella foresta, seguendo un sentieruzzo appena visibile pel quale era passato il fantasma. Avevano tutte e due le ali ai piedi come se si trattasse di inseguire qualche persona più che importante.
—Chi può essere mai questo fantasma, si chiedeva Hassarn. Che sia qualche capo di ribelli?
In quell'istante Abd-el-Kerim, che camminava innanzi, tornò ad arrestarsi, urtando bruscamente il turco che gli veniva dietro.
—Fermati, per mille demoni! esclamò egli con voce alterata.
—Che hai veduto? chiese Hassarn sorpreso.
—Zitto!…
In lontananza si udiva il suono del tamburello che l'eco delle foreste ripeteva distintamente. Abd-el-Kerim impallidì come un cadavere.
—Odi Hassarn? domandò egli con un filo di voce.
—Sì, che odo. Deve essere qualche arabo che suona il tamburello.
—No, non è un arabo! esclamò vivamente Abd-el-Kerim.