—Ma io piangerei la tua perdita, disse l'arabo con iscoppio appassionato.
—I grandi occhi di Fathma si dilatarono e le sue labbra s'apersero ad un sorriso indefinibile. Ella si avvicinò vieppiù all'arabo, tanto che l'ardente suo alito gli sfiorò il volto. Abd-el-Kerim tese le braccia innanzi come per afferrarla, ma si frenò e senza volerlo fece un passo indietro.
—Ah! diss'ella, quasi ironicamente, ti dorrebbe il non vedermi più?
—Sì, Fathma, te lo giuro!…. Proverei del dolore e più di quello che tu credi!…
—E perchè? chiese l'almea freddamente.
—L'arabo ammutolì e la sua fronte s'abbuiò. Non seppe cosa rispondere.
—Che t'importa se io avessi a scomparire? continuò Fathma. E poi, credi tu che io rimanga sempre in Hossanieh? Mi libro come l'aquila e mi poso or qua or là a seconda che mi spinge o il capriccio o la follìa.
—Ma tu non puoi lasciare così Hossanieh, dopo esserti fatta vedere.
—E chi me lo impedirebbe?…
—Fathma!… Fathma! esclamò Abd-el-Kerim. Tu sei bella, più bella di
El….