—Sei tanto coraggioso da imprendere questa guerra contro
Abd-el-Kerim.
—Odimi, amico, disse lo sceicco con orgoglio. Un giorno dodici Egiziani mi assalirono e io li ammazzai dal primo all'ultimo portando le loro teste al mio marabuto che le mostrò all'intera tribù; un altro giorno sorpresi una famiglia di Arabi miei nemici, addormentata nel deserto. Strappai a loro gli occhi, tagliai le orecchie, il naso, le gambe e le braccia e frastagliai minutamente, col mio jatagan, i corpi dei loro bambini. Sono coraggioso e feroce!
—Troppo feroce per ammazzare degli inoffensivi ragazzi.
—È il costume delle nostre tribù sì del Sahara che del Mar Rosso.
—Ti senti, adunque, capace di affrontare il mio rivale.
—Se tu vuoi che io cacci il mio jatagan fra le spalle di quell'arabo e tronchi d'un sol colpo la vita, io la troncherò. Vuoi che io lo passi da parte a parte colla mia hàrba? Io lo trapasserò e poi gli caverò gli occhi, gli taglierò il naso, le gambe e le braccia. Vuoi che io rapisca la tua bella che si mostra verso di te tanto ritrosa? Io la rapirò per quanti urli e per quanto mi maledica. Allàh, da qualche tempo non mi manda carovane da depredare ed io e la mia banda siamo a secco di talleri: paga come un sceicco che nuota nell'argento e io e i miei uomini siamo ai tuoi comandi.
Notis estrasse dalla saccoccia una grassa borsa di talleri di Maria
Teresa, e la gettò allo sceicco che la prese al volo.
—Questo per cominciare, disse.
—Ne hai molte con te di queste borse? chiese il beduino, i cui occhi s'accesero di cupidigia.
—No, disse il greco.