Si sbarazzò del coftan e dell'archibuso, armò le pistole che si passò nella cintola, si assicurò se l'jatagan scorreva nella guaina e marciò dritto verso gli avamposti egiziani che bivaccavano al chiarore dei fuochi a gran pena tenuti accesi.
—Chi va là? gridò una sentinella prendendolo di mira.
—Getta abbasso il tuo fucile che mi reco dal tenente Abd-el-Kerim, rispose il bandito. Anzi conducimi alla sua tenda se non vuoi che Dhafar pascià ti faccia accarezzare le spalle col corbach (staffile di pelle d'ippopotamo).
Ad un fischio della sentinella un soldato accorse e il bandito fu fatto entrare nel campo e accompagnato verso la tenda dell'arabo.
—Se tu sai, Abd-el-Kerim, trovasi solo nella sua tenda? chiese
Debbeud al soldato che lo precedeva.
—Credo che sia col capitano Hassarn.
—Chi è questo capitano?
—L'amico del tenente Abd-el-Kerim.
Il bandito aggrottò la fronte o fece un gesto dispettoso.
La faccenda comincia a diventare imbrogliata, mormorò egli. Se questo Hassarn seguisse l'amico? B'Allai! (Perdio!) Sarà difficile rapirli tutti e due e poi, per che farne dell'altro? Se ci secca gli passeremo una scimitarra attraverso il corpo e lo manderemo diritto in paradiso a tener compagnia al Profeta.