— La luce rosea che mi irradiava fino a poche ore or sono, io non la scorgo più, mio buon Tabriz, — rispose il giovine, soffocando un singhiozzo. — Mi sembra che una notte eterna mi avvolga.
— Hai torto, signore. Alla tua età non si dispera mai.
— L'amavo troppo.
— E anche Talmà t'ama.
— Come potrà resistere, povera fanciulla, lontana da me? La costringeranno a dimenticarmi.
— Fra quattro giorni noi saremo a Kitab, signore, e tue zio è un beg troppo noto, perchè il Beg Djura bey si rifiuti di renderti giustizia.
— E se fosse stato lui a farla rapire?
— L'affare sarebbe ben diverso allora; tuttavia io non credo che il Beg abbia ora tempo per occuparsi di Talmà, se è vero che i russi marciano già verso il khanato.
— Potessi sapere chi è il miserabile che me l'ha rapita!
— Lo scoveremo, non dubitare, padrone.