Quando giungeremo nella tua steppa sarà guarito. A cavallo Talmà. Fra due giorni saremo alla tua casa. —
Tornarono frettolosamente là dove avevano lasciati i cavalli, e pochi momenti dopo il drappello scendeva frettolosamente la montagna.
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Verso il tramonto del secondo giorno Abei, che aveva preceduto la scorta di qualche miglio, lasciando Talmà sotto la protezione dei Sarti, entrava nella tenda del beg, che era stata alzata di fronte alla casa della signora della steppa.
— Padre, — disse al vecchio, fingendo di asciugare due lagrime, — ti riconduco Talmà, che io ho strappata ai banditi; ma devo annunciarti che tu ormai non hai più che un figlio solo che rallegri, se lo potrà, la tua vecchiaia. —
Giah Aghà, udendo quelle parole, si fece pallidissimo e si slanciò verso il nipote, afferrandolo per le braccia:
— Hossein! — gridò, con un singhiozzo.
— È morto assieme a Tabriz sotto le mura di Kitab. Il piombo maledetto dei moscoviti ha ucciso entrambi. —
Il vecchio beg si era tenuto per alcuni istanti ritto, cogli occhi sbarrati, il viso sconvolto da un dolore intenso, poi si era lasciato cadere su uno dei divani che circondavano la tenda, scoppiando in singhiozzi.
— Padre, — disse Abei, — tu hai perduto un figlio, ma potrai ancora avere una figlia perchè Talmà è viva e salva.