— Forse l'uno e l'altro, — rispose Tabriz. — Signore, affrettiamoci a sbarazzarci di questi importuni.

— Proviamo queste pistolacce, dunque, benchè non valgano le nostre, — disse Hossein.

— A me il maschio che è il più grosso, e a te la femmina, — aggiunse poi.

S'accomodarono meglio che poterono sul ramo, mirarono attentamente le due bestie che si erano fermate a pochi passi dall'albero, come se studiassero il modo di spingere vigorosamente l'assalto e fecero fuoco quasi contemporaneamente, scaricando due colpi ciascuno.

Quando il fumo si dileguò, videro contorcersi a terra la femmina; il maschio invece, spaventato dalle detonazioni, scappava, spiccando salti di cinque o sei metri.

— Che l'abbia mancato? — si chiese Hossein.

— Cattiva polvere, signore, — rispose Tabriz. — Non so per quale miracolo sia riuscito a me di buttare a terra la femmina.

— Mi spiace di non aver abbattuto il maschio.

— Forse tu l'hai ferito, padrone.

— Avrei desiderato vederlo cadere; più tardi può tornare.