Non è, come abbiamo detto, solamente sulle rive del Caspio, che il sottosuolo nasconde serbatoi prodigiosi di nafta. Tutto il Turchestan settentrionale, che segue le sponde orientali del mar Caspio, fino a quelle meridionali dell'Aral, è una regione petrolifera che darà certamente un giorno altre favolose ricchezze. Perfino lungo certi fiumi dell'interno, le rocce trasudano nafta, ora nerastra ed ora verdastra e quelle segnano i buoni punti che un pozzo venga aperto ed il petrolio subito salirà alla superficie a riempire milioni e milioni di barili.

Lo strano sì è poi, che quei serbatoi non si estendono solamente sotto la così detta terra ferma, bensì anche sotto quei mari, talvolta perfino sotto i letti dei fiumi.

Di quando in quando, forse in causa di qualche scossa di terremoto o per altri motivi ancora ignorati, dai crepacci escono delle enormi masse di gaz di nafta, le quali formano alla superficie dell'acqua innumerevoli bolle.

Uno zolfanello od un pezzo di stoppa accesa, gettata via dai naviganti, basta per provocare migliaia e migliaia di fiamme, simili a quelle dei becchi di gaz, ma più grosse e di forma conica.

Lo spettacolo è ammirabile, tanto più che non è veramente troppo pericoloso pei naviganti. Guai però se invece dei gaz sale la nafta, come talvolta avviene!.... Allora è un mare di fuoco che si estende spaventosamente e disgraziate quelle navi che per mancanza di vento non riescono ad allontanarsi più che in fretta.

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Al grido di terrore e d'angoscia mandato dagli uomini della prima scialuppa, un altro non meno alto, non meno terribile era partito dalle altre.

La nafta bruciava!.... Era la morte e quale atroce morte, che minacciava i pescatori di garitse!...

Le fiamme, sviluppatesi con rapidità incredibile, s'allargavano sulle acque sature d'olio minerale, mandando una luce biancastra simile a quella che sviluppa l'alcool.

I cormorani, spaventati si erano alzati, spiccando il volo verso le isole, prima che i pescatori, fra quella confusione, avessero pensato a trattenerli.