Senza occuparsi dei colpi d'archibugio, che non potevano offenderlo, essendo riparato dalle grosse merlature del ridotto, mise in batteria i due falconetti ancora carichi, in modo che le palle infilassero il sentiero, e uno dopo l'altro, li scaricò!
Il primo colpo portò via la testa al comandante che precedeva la truppa; il secondo mandò a gambe all'aria una mezza dozzina d'usbeki.
Gli altri s'arrestarono un momento, come se indecisi fra il continuare la marcia o darsela a gambe. La morte del loro capo li decise. Volsero le spalle e discesero a corsa sfrenata il sentiero, dirigendosi verso il fiume, dove si trovavano parecchie barche ancorate sulla riva.
Quando Tabriz giunse colle munizioni per le due bocche da fuoco, si erano già imbarcati tutti e aiutati dai pescatori scendevano, arrancando disperatamente l'Amu-Darja.
— Giungi tardi, — gli disse Hossein. — Ormai siamo padroni del villaggio.
— Fuggiti? — chiese il gigante.
— Non si scorgono quasi più.
— Che siano andati in cerca di rinforzi?
— È probabile, Tabriz, e noi non saremo così sciocchi d'aspettarli.
— Lo credo, padrone.