Invece di essere semplici, son doppie, ossia divise in due parti distinte da un cortile; una è lo eskhiri, che è riservato esclusivamente alle donne, dove possono attendere alle loro occupazioni e divertirsi al coperto d'ogni sguardo indiscreto; l'altra che chiamasi sakkir e anche birun, è destinata agli uomini, ai loro amici ed ai cavalli.

La casa di Talmà, non era una abitazione di poveri, essendo figlia d'un beg, sarto che aveva accumulate molte ricchezze. Aveva cortili, terrazze, muraglie massicce, finestre tutte interne, chiuse da sbarre di ferro, sicchè si poteva considerare come una vera fortezza, imprendibile da parte di uomini armati di sole pistole e d'archibugi.

Hossein e Tabriz, come abbiamo detto, erano giunti dietro la casa, senza che i banditi se ne fossero accorti.

Balzarono agilmente a terra prendendo i loro fucili e le pistole, immaginandosi che le Aquile non avrebbero tardato a circondare l'abitazione e s'accostarono al recinto che si estendeva dietro e dove si trovavano i cavalli ed i montoni della figlia del beg sarto.

— Lascia liberi i nostri khorassani — disse il giovane Tabriz. — Sapranno ritrovare la nostra tenda anche senza di noi. Non voglio che i banditi li vedano. —

Il gigante tolse le briglie ed il morso, onde fossero maggiormente liberi, poi sferrò loro due poderosi calci.

I due khorassani, non abituati a quel brutale trattamento, s'impennarono violentemente, poi partirono ventre a terra, scomparendo ben presto fra le tenebre.

— Se ne sono andati, padrone, — disse il gigante.

— Sali sulla cinta e aiutami.

— Un momento, padrone. Bisognerebbe avvertire i difensori della casa, se no, credendoci Aquile, ci prenderanno a fucilate.